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a volte provocatoriamente mi chiedo come mai...
nonostante la maggior parte della gente abbia ancora una cultura individualista
e marcatamente competitiva, i social network hanno il vento in poppa!?!

mi chiedo se non sia ipocrisia umana di quelle più tipiche
o se magari la gente si sforzi davvero di cambiare approccio alla vita..
reti, amici sconosciuti che si aggiungono al proprio giro,
amici conosciuti con cui non si parla neanche...

qualche tempo fa mi colpì un gruppo creato su facebook da qualcuno che aveva davvero un gran senso dell'ironia; il gruppo si chiama " Cosa mi aggiungi a fare su facebook se poi per strada non mi saluti neanche? " e come questo ne sono nati diversi.
mi viene da ridere, ma fatto un breve conto sono più o meno 80.000 gli iscritti a questi gruppi (italiani intendo)

ho anche amici che per esempio odiano facebook perchè con i feed delle tue azioni pubbliche, tutti sanno cosa scrivi, a chi, quando. per questo lo stanno abbandonando, o snobbando.

il riferimento a facebook è casuale, non mi interessa il caso specifco, ma alla fine penso sia indicativo, visto che è uno dei più grandi in rete.

ma non finisce qui...

mi riferisco anche a social network più seri, dove la condivisione è il senso stesso della loro esistenza. e mi chiedo:
tu contribuisci alla condivisione della conoscenza?
in rete sei mecenate o parassita?

e poi, premesso che il web è democratico e libero, quasi utopistico,
passato l'entusiasmo per aver ricevuto un dono così speciale - intenet e il web 2.0 - quando avremo riversato su questa piattaforma gran parte della nostra vita (cosa che è già in corso per mlioni di persone), come cambieranno le regole? come in una grande comunità, ci saranno nuovi tabù, nuove regole, nuovi must ? qual'è il limite di una regolamentazione?



c'è forse il terrore di risultare non integrati socialmente???
come se bastasse una piattaforma a donarci ciò che è davvero diffile ormai costruire nella realtà...

scusate, sono solo appunti fatti in casa.

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Commento

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Commento da Antonio su 19 Novembre 2008 a 20:02
Micaela per te è un problema se pubblichiamo i tuo post su OFF-LINE?
Fammi sapere ciao
Commento da MicaelaFiorito su 19 Novembre 2008 a 7:45
grazie robi... ;) anche se prima di sentirmi una "tipa ingamba" penso che dovrò fare davvero qualcosa di serio e buono nella vita. per il momento mi ritengo semplicemente un'esploratrice.
Commento da Roberto Rutigliani su 18 Novembre 2008 a 1:45
Ciao Micaela, volevo chiarire che per me il tuo post è stato di forte stimolo per iniziare a scrivere e a comunicare tutte le cose che ho dentro e a condividere il mio sapere e la mia conoscenza in questo social-network e anche se non aspirava ad esprimere un'analisi alta a mio riguardo è un bel post... perchè sincero e "fatto in casa" ... e sono questi i post che mi ispirano maggiormente e non quelli costruiti a tavolino... pensati e ripensati mille volte ... quasi accademici direi e molto poco umani!
Sei proprio una tipa in gamba... e a questo punto spero che tu abbia ancora tante mille perplessità a cui avrò il piacere di offrire una mia opinione a riguardo! ;)
Commento da Michele Melis [CM] su 18 Novembre 2008 a 1:01
piuttosto, in questo mare di parole mi sono dimenticato di dire che ho molto apprezzato il tuo articolo, mi piacciono le riflessioni "a caldo" e anche quando si parla senza mettere tutti i puntini sulle i (tanto poi i rompipalle come me su internet abbondano ; P ) si possono dire tante cose interessanti senza perdersi in muri di parole.
Mi mancava uno stimolo del genere, continua così Micaela : )
Commento da MicaelaFiorito su 18 Novembre 2008 a 0:50
ragazzi vi ringrazio per aver risposto ai miei dubbi, con grande lucidità e serietà. mi interrogo spesso su alcune questioni relative ad internet e alle dinamiche che gli uomini hanno generato grazie a questo strumento. Lungi da me facili o banali categorizzazioni, nè tantomeno il post aspirava ad esprimere un' analisi alta , ma capisco anche che giustamente ci sia qualcuno pronto a mettere i puntini sulle "i". ed in questi luoghi è d'obbligo. ;)
Commento da Michele Melis [CM] su 17 Novembre 2008 a 19:08
Grazie per aver condiviso con tanta passione le tue riflessioni Roberto : )
Avevo inspiegabilmente perso questo bel post di Micaela, l'ho ritrovato grazie a questo tuo ricchissimo contributo.

Un po' in sordina alcune delle tematiche affrontate tra le righe di questa pagina le abbiamo affrontate nel nostro blog tra i commenti ad alcuni post nella rubrica World Wild Web. Mi riferisco in particolare ai post: It's a wild web e Tour guidati per il web, in cui abbiamo condiviso diverse riflessioni con Luigi Bertuzzi riguardo la questione della condivisione della conoscenza.
Vi parlo di queste discussioni perchè nel leggere alcune delle vostre riflessioni ho notato una certa difficoltà nel riferirsi alle modalità con cui attualmente si sviluppano discussioni significative sul web.

Oltre a questo, vista la mole di questioni sollevate do qualche contributo random al discorso:

cultura individualista (siamo sicuri poi che si tratti di una categoria realisticamente utile per parlare di un "oggetto" definibile anche solo a grandi linee?) e social networking dal mio punto di vista non hanno troppo a che vedere. Addirittura in qualche modo questi strumenti possono favorire l'affermarsi di intenzioni di profitto individuale, in ogni caso non li vedrei come categorie antitetiche, e neanche troppo confrontabili a ben vedere.

"e poi, premesso che il web è democratico e libero, quasi utopistico [...]"

questa premessa è tutta da verificare. Negli articoli che vi ho segnalato potete facilmente rintracciare una mia (piuttosto marcata peraltro) insofferenza verso le narrazioni entusiastiche del web. Perchè? Semplicemente perchè nascondono una grossolana ignoranza sulle dinamiche che effettivamente "regolano" il web e tutto ciò che si intende con la fortunata formula web 2.0. Detto questo, e arrivando al seguito del post di Micaela, devo dire che più che di una nuova regolamentazione possiamo parlare dell'emergere di "nuove" relazioni sociali (per dirla con Marinelli), e metto le virgolette perchè poi non è che le relazioni sociali cambino poi tanto, cambiano piuttosto le modalità con cui le relazioni sociali (perlopiù tradizionali) si sostanziano nei nuovi media.
Per fare un esempio concreto basti pensare alla questione della ridefinizione del "pubblico" e del "privato" che emerge nell'utilizzo di strumenti di social networking come facebook (che non è l'unico ma mette più di altri in evidenza la problematica).

Sul resto degli argomenti non me la sento di argomentare perchè se no la tiriamo troppo per le lunghe, cmq ribadisco: occhio alle categorizzazioni troppo semplicistiche e utopistiche, rischiamo di perdere di vista un web molto più "reale" e umano; meglio concentrarci "sul modo costruttivo in cui possiamo usare questi strumenti" no?

Michele
Commento da Roberto Rutigliani su 17 Novembre 2008 a 17:58
Ciao Micaela, ho letto il tuo post con molta attenzione e non ho potuto fare a meno di dare una possibile risposta alle tue perplessità...

Anche se il tuo post verte principalmente su interrogativi riguardanti il fenomeno dei social network ci sono dei presupposti e delle premesse che aggiungono all'argomento un grado di complessità che rende un tantino difficile il mio tentativo di rendere fruibile a tutti la mia opinione a riguardo...

per questo cercherò di esprimere la mia visione seguendo passo passo il tuo post cercando di dividere e mettere ordine in quelle che apparentemente sembrerebbero questioni appartenenti ad un unico fenomeno!

1) nonostante la maggior parte della gente abbia ancora una cultura individualista
e marcatamente competitiva, i social network hanno il vento in poppa!?!

Questa domanda/considerazione/riflessione è del tutto legittima...
Infatti apparentemente sembrerebbe un controsenso che in un'ottica di competizione individualistica ci sia la voglia o l'esigenza collettiva di una "condivisione" attraverso questi nuovi strumenti tecnologici che stanno cambiando radicalmente non solo il nostro modo di vivere ma anche quello di tutti quelli che verranno!

Questo controsenso diventa più comprensibile se analizziamo in modo più approfondito il contesto nel quale questi nuovi strumenti si stanno diffondendo!

Infatti possiamo notare come già da qualche hanno lo schema comportamentale diffuso nei paesi capitalistici basato sulla competizione individualistica che attraverso una concorrenza pseudo-democratica e apparentemente civile tra i soggetti (individui, aziende, multinazionali, ecc) avrebbe dovuto portare ad uno sviluppo dei paesi e ad un ipotetico miglioramento delle condizioni di vita delle popolozazioni, stà pian piano decadendo per i suoi pessimi risultati sostanziali dovuti alla scarsissima considerazione da parte dei soggetti protagonisti circa le devastanti conseguenze che una competizione non ben regolamentata e non orientata al raggiungimento di un obbiettivo sociale ma ben sì individuale avrebbe generato!

Quindi noi siamo i figli di questa situazione drammatica, stiamo crescendo in un momento di travaglio e di un necessario mutamento radicale che deve rendere necessariamente efficiente una struttura obsoleta... piena di falle... di controsensi... di malfunzionamenti...
Non mi dilungo su questo invitandovi a vedere un documentario intitolato The Corporation...

questo è il link del sito web dove potete trovare tutte le delucidazioni sull'argomento

http://www.thecorporation.com/

qui vi inserisco la prima di 15 parti del documentario in italiano presente su yootube


Ecco quindi come nasce quasi intimamente in ognuno di noi l'irresistibile voglia di confrontarci su quelli che sono i "reali dubbi" che ci attanagliano considerando che attualmente soprattutto in italia viviamo con estremo ritardo rispetto al resto del mondo quelli che sono i necessari cambiamenti e le indispensabili evoluzioni che dovrebbero portarci al tanto sperato obbiettivo di uno sviluppo sociale "SOSTENIBILE"
...e nel nostro caso particolare "eco-sostenibile" in quanto le conseguenze distruttive del vecchio paradigma evolutivo stanno pian piano distruggendo il magico equilibrio della natura della nostra terra, cosa indispensabile alla nostra sopravvivenza!

poi scrivi ->

2)premesso che il web è democratico e libero, quasi utopistico,
passato l'entusiasmo per aver ricevuto un dono così speciale - intenet e il web 2.0 - quando avremo riversato su questa piattaforma gran parte della nostra vita (cosa che è già in corso per mlioni di persone), come cambieranno le regole? come in una grande comunità, ci saranno nuovi tabù, nuove regole, nuovi must ? qual'è il limite di una regolamentazione?

qui vi inserisco la parte di un film intitolato Waking Life che a mio parere esprime in modo sintetico il concetto evoluzionistico al quale mi stò riferendo...


Attraverso questa chiave di lettura possiamo quindi notare come sia molto difficile la situazione nella quale ci troviamo...

In Italia soprattutto c'è una scarsa consapevolezza riguardo certe tematiche, inoltre siamo governati da una generazione che non ha fatto altro che copiare modelli di sviluppo economico sociale da altri paesi e tralaltro lo ha fatto anche molto male...
A mio parere esistono molte forme di potere celate che impediscono a tutti noi di prendere consapevolezza di quelli che sono i reali problemi che ci riguardano anche molto da vicino... portandoci a impegnare il nostro tempo e dirigendo la nostra attenzione su tematiche inutili e fuorvianti...

Le conseguenze di tutto ciò emergono come iceberg apparantemente indistruttibili...
Il vecchio modello evoluzionistico che in Italia stiamo ancora seguendo a pieno regime ci porta inevitabilmente a rinunciare all'idea di poter fare qualcosa per cambiare! per evolverci!

Mancano le basi... siamo tutti isolati... le strade che ci sono state proposte per affrontare in modo degno e costruttivo il nostro futuro si sono rivelate dei vicoli ciechi...
osserviamo per esempio quante innumerevoli prove ci costringono a sostenere solo per avere un pezzo di carta o una certificazione che dovrebbe servire a NOI... ??? per la nostra CULTURA??? per il nostro FUTURO???

Per poi scoprire che quel pezzo di carta non ha nessun valore reale nel momento in cui ci confrontiamo realmente con il mondo del lavoro!
E quindi ci propinano master, corsi speciali, approfondimenti, laboratori di ricerca, e ci dicono che per essere competitivi dobbiamo specializzarci...
e dopo le varie specializzazioni finalmente arriviamo alla consapevolezza che il nostro percorso formativo è privo di esperienze dirette...
Abbiamo passato più di 8 anni a studiare ma non basta...

Quante volte avete trovato annunci di lavoro che ripetevano queste testuali parole?
"Cerchiamo laureati con specializzazioni master... con almeno un anno di esperienza lavorativa"

Tutto il nostro sapere non serve a nulla?
Tutto i sacrifici fatti, il tempo dedicato, gli sforzi cognitivi...
di memorizzazione di tematiche, costrutti, teoremi, numeri, nozioni...

e nel frattempo vediamo che chi dovrebbe assumerci inizia a licenziare metà del proprio organico e personale...
e poi si fonde con altre aziende per sostenere i costi eccessivi del loro business fallimentare...

Possibile che tutto questo non vi dice nulla???

Bene, a questo punto mi ricongiungo finalmente al fenomeno del social-network...
Io credo che in tutto questo contesto internet e gli strumenti che attraverso questo mezzo si sono sviluppati in brevissimo tempo sono stati un arma a doppio taglio per tutti coloro che detenvano il potere fino a non molto tempo fà...

Infatti mentre da un lato ha dato a tutte le imprese e alla multimazionali la possibilità di arrivare ad un enorme taglio dei costi e dei processi di produzione... e quindi guadagni esorbitanti...
non potevano di certo rinunciarci!
Dall'altro ha portato a tutti gli individui la possibilità di comunicare e di confrontarsi e di evadere da quell'isolamento generato dallo schema competitivo di cui tutti precedentemente erano vittime!

Ora infatti viviamo in un contesto nel quale non tutti sfruttano internet e i nuovi strumenti del web 2.0 con la giusta consapevolezza...

Ecco perchè ogniuno di noi, spinto da una voglia irrefrenabile e da una curiosità che cresce sempre più quanto più diventano scontate e ripetitive le altre forme di confronto e comunicazione, inizia a sperimentare questo nuovo mezzo che ci dà in realtà mille opportunità di confronto (che genera crescita ed evoluzione) che prima non avevamo!

Ma soprattutto questo confronto è libero!
libero dal tempo...
(voglio dire qualcosa a qualcuno e posso farlo istantaneamente attraverso una chat, o in minima differita attraverso un forum o una mail ecc...)
libero dallo spazio...
(questo qualcuno può trovarsi dall'altra parte del mondo e non fà alcuna differenza)
libero nelle tematiche...
(posso parlare di qualsiasi cosa... anche dei miei "dubbi della domenica")

Ed ecco qui il motivo per cui mi sembra molto utile invitarvi a riflettere più
1 - sul modo costruttivo in cui possiamo usare questi strumenti,
2 - sul modo in cui possiamo proteggerli da chi vorrebbe distruggerli o controllarli con la scusa che servirebbero a ipotetici gruppi sovversivi o terroristici...
3 - sul modo in cui possiamo orientare gli individui a prendere consapevolezza che il confronto costruttivo basato sulla CONDIVISIONE della CONOSCENZA è l'obbiettivo di un bene comune...

E che a mio avviso è l'unico spiraglio di luce che ci indica la strada e la direzione nella quale tutti dovremmo camminare per guarire dall'insoddisfazione di sentrci inutili ai fini del miglioramento del nostro stato sociale,

Siamo sfruttati da un potere che a mio avviso ci vuole educare come dei pecoroni pieni di nozioni e privi di consapevolezza al servizio del mantenimento del medesimo...
in una realtà così gravemente ammalata e apparantemente statica ma in fortissima crisi come quella del nostro paese, ma non solo del nostro...

E quindi osserviamo come un individuo che non ha ancora capito dove andare, che strada seguire, per cosa lottare, per cosa vivere, e si iscrive a facebook...
e si aggrega prima ad uno e poi all'altro gruppo...
con la paura di condividere quello che pensa realmente...
perchè ha paura del giudizio degli altri...
viene portato a sostenere confronti superficiali solo su quelle argomentazioni come il sesso, il divertimento, l'intrattenimento solo a scopo di evasione da una realtà difficile da affrontare...

ecco che social-network come facebook diventano un ricettacolo di luoghi comuni nei quali si rispecchiano gli stessi cliscé della vita che conduciamo...

poi scrivi - > ho anche amici che per esempio odiano facebook perchè con i feed delle tue azioni pubbliche, tutti sanno cosa scrivi, a chi, quando. per questo lo stanno abbandonando, o snobbando.


E a questo proposito vi invito a riflettere anche su come la maggior parte degli individui che ostentano la loro individualità attraverso la loro indipendenza dal giudizio degli altri e sottraendosi quindi al confronto sociale (in modo chiaro ed esplicito) sono proprio i primi che cercano di ottenere il consenso nel loro gruppo di relazioni attraverso la diffusione di falsi miti o di false paure allo scopo di condizionare il modo in cui la gente si muoverà e sceglierà di fare, agire o cumunicare...

e sono proprio coloro che hanno bisogno degli altri per raggiungere i propri scopi individuali e non collettivi...

che hanno bisogno di nascondere le proprie azioni perchè evidentemente volte al raggiungimento di interessi personali...

e poi sono proprio coloro che denunciano il fatto di partecipare a questo confronto come un indice di debolezza, come quindi un comportamento da perdente...

come se volessero lasciare un mesaggio fra le righe del tipo - :" Seguite me che non ho bisogno di confrontarmi e di ricevere alcun consenso"
e con la loro azione di "snobbare il confronto diretto"
creano per assurdo un strada alternativa più semplice da seguire
proprio per coloro che per un motivo o per l'altro non hanno la capacità
o la consapevolezza o la forza interiore di trovare intese e soluzioni attraverso una strada, si più sofferta, ma che produce un valore reale e condiviso
e che segue un ideale di crescita comune e di sviluppo collettivo!

Mi rendo conto di aver provato a condividere con voi la mia opinione circa un sacco di argomenti molto complessi ma a mio avviso molto ineressanti...
ma personalmente non rinuncio mai al confronto diretto...
anzi sono uno di quelli che non ha mai rinunciato al confronto diretto esprimendo la mia opinione sempre...

e se veramente amate la libertà e volete vivere in un paese democratico riappropriamoci della nostra democrazia e della crescita del nostro paese!

Vi invito a questo proposito a partecipare ad una incredibile iniziativa chiamata

ROMECAMP
- idee per il futuro -
ambiente, tecnologia, società

che riguarda proprio queste tematiche e si terrà a

Roma il 21 e 22 Novembre 2008
Università Roma Tre
Facoltà di economia Federico Caffè
Via Silvio D'Amico, 77

segnalandovi questo link

http://www.romecamp.it/

A presto,
Roberto.

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